Anne Sexton 

Sono viva quando le tue dita son vive.

Indosso seta – che vela e svela –

perché alla seta voglio farti pensare.

Ma non mi piace la stoffa.

È troppo severa

Così dì quel che ti pare ma inerpicati come un rampicante

perché qui è l’occhio, qui il gioiello,

qui l’eccitazione che il capezzolo impara.

Io sono squilibrata – ma non sono pazza come la neve.

Sono folle come le ragazze son folli, con un’offerta, un’offerta …

Brucio come bruciano i soldi.

(Anne Sexton )

Foto: Lena Jeanne

Paolo Volponi


Hai una carne sostenuta.

Le spalle, le anche,

controllate immobili.

Troppo composta

sei salita sul letto.

Quasi con ironia.

Prima di abbandonarti

hai lasciato il cervello sul comodino.

C’è sempre qualcosa

in te, fisso, che non partecipa.

Non ti possiedo mai, tutta.

(Paolo Volponi)

Foto: Charo Guijarro

William Carlos Williams

CORRENTE



Hai l’incanto di un fiume

sotto cieli tranquilli.

Ci sono cose imperfette

ma vi si stende una musica.



E dice che per letto

di tenebre si spinge la corrente

a che smagliante mare

che increspa la mia mente

(William Carlos Williams )

Foto: Matthieu Soudet


Irene Paganucci

Mi piace il tuo non capire

le mie poesie – poi che c’è

da capire non c’è niente

di male – sai, è solo il segno

che almeno tu sei sano.

Dai, vieni sul divano.

(Irene Paganucci )

Foto: Hye-Ryoung Min 

Rossana Camarena Meillon

Toccami, uno, due, tre
continua a toccare
solca, delinea, fammi crescere
monta, moltiplicami come il pane
diluiscimi, trasformami in vino
sfila, tessi, tocca
torna a toccare, fino a che ti apra
la porta, le braccia , le gambe
rovesciati, lavami, facciamo comunione
di questi corpi presi
entra e toccami
è un’infinita cadenza: uno, due, tre
come un unico strumento.

(Rossana Camarena Meillon)

Foto: Akif Hakan Celebi

Nahit Ulvi Akgün

C’è qualcosa tra noi,

si vede da come guardi

e da come m’accendo.

A tratti ci smarriamo,

a tratti una stessa cosa

la pensiamo ambedue.

Il discorso però lo cominciamo

sempre con allegria,

perché c’è tra noi qualcosa,

che troviamo e poi si perde;

perché così vogliamo

lo vogliamo ambedue.

Ed è un atto superfluo,

che nessuno ci chiede,

fingere che non sia :

a te luccica negli occhi,

a me brilla nella lingua.

(Nahit Ulvi Akgün)

Foto: Francois Benveniste

Aimee Bender

Le sue cosce.

La corrente che gli risale la spina dorsale.

La carta sottile delle palpebre.

L’odore di capelli dei capelli.

L’assurda, ebete, insensata, idiota, perfetta

semplicità dell’incastro.

(Aimee Bender)

Foto: Cristina Altieri

Cesare Pavese

Stasera, per un attimo,

sul palcoscenico aperto

hai danzato per me.

Tra le povere scene di carta,

sotto le luci false,

nel frastuono di note e nel respiro

della folla piegata,

s’è fatta per un attimo

una pausa altissima,

un brivido di estatica purezza,

e hai sfiorato i tappeti

in un cielo d’aurora.

Sei stata per me, un attimo,

la raffica di musica

che da una porta schiusa

si riversa in un turbine

nella strada notturna.

Per un attimo solo,

in una luce splendida,

poi sei tornata nuda.

(Cesare Pavese )

Foto: Audie Sumaray

Sonia Lambertini

Si dice

del tacco che metti

e batti per strada

del fiato che perdi

nel seno che stringi

del ritmo che segui

tra gambe e promesse

si dice nel buio, la notte

E guardi i suoi occhi

nei giorni di festa

e parli del bene

nel male del mondo

fingi il ritorno la cena l’abbraccio

preghi la sera

che arrivi domani

si dice in silenzio, la notte.

(Sonia Lambertini)

Foto: Louiza Vradi

Mariangela Gualtieri

Sto nello sfregio della notte.
Senza intesa. Senza accollarmi il fagotto e
salvarlo. Oggi non salvo. Sono io la bufera
che rovina. Sono la spina, il buco, l’inciampo.
Sono io l’innesto sbagliato che darà un frutticino
sgorbio. Sono il relitto il rifiuto, la cosa rotta
l’urlo incenerito, la cappa che fa fumo. Sono io.

(Mariangela Gualtieri)

Foto: Melania Brescia