Nahit Ulvi Akgün

C’è qualcosa tra noi,

si vede da come guardi

e da come m’accendo.

A tratti ci smarriamo,

a tratti una stessa cosa

la pensiamo ambedue.

Il discorso però lo cominciamo

sempre con allegria,

perché c’è tra noi qualcosa,

che troviamo e poi si perde;

perché così vogliamo

lo vogliamo ambedue.

Ed è un atto superfluo,

che nessuno ci chiede,

fingere che non sia :

a te luccica negli occhi,

a me brilla nella lingua.

(Nahit Ulvi Akgün)

Foto: Francois Benveniste

Aimee Bender

Le sue cosce.

La corrente che gli risale la spina dorsale.

La carta sottile delle palpebre.

L’odore di capelli dei capelli.

L’assurda, ebete, insensata, idiota, perfetta

semplicità dell’incastro.

(Aimee Bender)

Foto: Cristina Altieri

Cesare Pavese

Stasera, per un attimo,

sul palcoscenico aperto

hai danzato per me.

Tra le povere scene di carta,

sotto le luci false,

nel frastuono di note e nel respiro

della folla piegata,

s’è fatta per un attimo

una pausa altissima,

un brivido di estatica purezza,

e hai sfiorato i tappeti

in un cielo d’aurora.

Sei stata per me, un attimo,

la raffica di musica

che da una porta schiusa

si riversa in un turbine

nella strada notturna.

Per un attimo solo,

in una luce splendida,

poi sei tornata nuda.

(Cesare Pavese )

Foto: Audie Sumaray

Sonia Lambertini

Si dice

del tacco che metti

e batti per strada

del fiato che perdi

nel seno che stringi

del ritmo che segui

tra gambe e promesse

si dice nel buio, la notte

E guardi i suoi occhi

nei giorni di festa

e parli del bene

nel male del mondo

fingi il ritorno la cena l’abbraccio

preghi la sera

che arrivi domani

si dice in silenzio, la notte.

(Sonia Lambertini)

Foto: Louiza Vradi

Mariangela Gualtieri

Sto nello sfregio della notte.
Senza intesa. Senza accollarmi il fagotto e
salvarlo. Oggi non salvo. Sono io la bufera
che rovina. Sono la spina, il buco, l’inciampo.
Sono io l’innesto sbagliato che darà un frutticino
sgorbio. Sono il relitto il rifiuto, la cosa rotta
l’urlo incenerito, la cappa che fa fumo. Sono io.

(Mariangela Gualtieri)

Foto: Melania Brescia

Giovanni Raboni

Le volte che è con furia
che nel tuo ventre cerco la mia gioia
è perché, amore, so che più di tanto
non avrà tempo il tempo
di scorrere equamente per noi due
e che solo in un sogno o dalla corsa
del tempo buttandomi giù prima
posso fare che un giorno tu non voglia
da un altro amore credere l’amore.

(Giovanni Raboni)

Foto: Sonja Lekovic

 

 

twitter Sonja Lekovic

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucia Marilena Ingranata

Tu dormi altrove

È improbabile il blu di questa stanza
e il sospiro del letto è una menzogna
come il glicine finto che ho comprato.

Qui cadono le foglie dai lampioni
senza di te appassisce anche la luce
mi servono gli occhiali per amarti.

Non dormire altrove, vieni

a raccontarmi storie superate
trascritte nei quaderni dei tuoi anni
e mettimi alla fine, dopo il punto.

( Lucia Marilena Ingranata)

Foto: Christopher Anderson

 

 

USA. Brooklyn, NY. 2009. Marion on bed.

 

 

 

Mustapha Rajaoui

Amami impropriamente,

non come vorrebbero

le chiese, le sinagoghe, le moschee,

come due banditi fuori legge

assaltiamo le carovane del mondo,

così colme di merce ovvia, e incendiamo

i loro carichi: amami religiosamente,

non come il mondo intende,

altari, formule sacre, inni adombrati sulle bocche.

Amore, tranne i nostri corpi, non ne vedo di simboli sacri.

(Mustapha Rajaoui)

Foto: Kristina Borinskaya

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Wilbur Smith

La passione di un uomo è come un incendio che scoppia nell’ erba alta e arida: divampa ardente e furioso, ma viene domato ben presto.
Una donna è come il calderone di un mago, che deve sobbollire a lungo sui carboni prima di poter sprigionare il suo incantesimo.
Sii rapido in tutto, tranne che nell’ amore.”

 

(Wilbur Smith )

Foto: Hannah Cooper McCauley

 

 

Hannah Cooper McCauley2

Giovanni Arduino

Tuoni, buio, acqua dal cielo,

estate moribonda, fruscio di lenzuola,

ansimare in due e arrendersi vincendo,

poi il mattino.

(Giovanni Arduino)

Foto: Erica Pellicci

 

 

erica pellicci