Wilbur Smith

La passione di un uomo è come un incendio che scoppia nell’ erba alta e arida: divampa ardente e furioso, ma viene domato ben presto.
Una donna è come il calderone di un mago, che deve sobbollire a lungo sui carboni prima di poter sprigionare il suo incantesimo.
Sii rapido in tutto, tranne che nell’ amore.”

 

(Wilbur Smith )

Foto: Hannah Cooper McCauley

 

 

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Giovanni Arduino

Tuoni, buio, acqua dal cielo,

estate moribonda, fruscio di lenzuola,

ansimare in due e arrendersi vincendo,

poi il mattino.

(Giovanni Arduino)

Foto: Erica Pellicci

 

 

erica pellicci

 

Pierluigi Cappello

Le nove, la sera, e un poco il nero che ti sporca le mani

è tutta la terra passata di qui

a che ora le api vanno a dormire, pensi, ti chiedi,

premi il cavo del palmo sull’orlo del ginocchio

nel dirti senti come sono nuove le foglie

da quale maniera di essere solo sono volate

adesso guardi le cose come sono venute

come si sono fissate, quando nella tua persona

e appena pieghi la testa nel vuoto,

nella domanda a che ora le api vanno a dormire

quando sono passati il sapore di terra e le nuvole

davanti ai miei anni, insieme.

 

(Pierluigi Cappello)

Foto: Alex Lake

 

 

Alex Lake

Mary Dorcey

Voglio un viale alberato, la mano
lungo il tuo polso, un arco di rami sulle nostre teste, il
riflesso della filigrana delle foglie, la luce striata che spalanca
il sentiero davanti a noi. Il lago avvolto dalla bruma nel torpore immobile
del tardo pomeriggio. Voglio che gli uccelli cantino – così tanti
da non poterne dire il nome o il numero. Voglio appoggiarmi a te,
come si fa d’estate, camminando lungo un viale. Voglio
sussurrarti all’orecchio: ti voglio, come si fa con questo tempo,
disinvolta, senza bisogno di risposte, con il braccio attorno
ai tuoi fianchi.

 

(Mary Dorcey )

Foto: Théo Blazy

 

 

Théo Blazy5

 

Vivian Lamarque

POESIA ILLEGITTIMA
Quella sera che ho fatto l’amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un po’ mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittimamente
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera ti somiglia
mentre non sospetti niente di niente
sappi che ti è nata una figlia.

Vivian Lamarque
Foto: Miranda Lehman miranda lehman

Goffredo Parise

Sa che ero molto curiosa di conoscerla?”
L’uomo la guardò in silenzio per molto tempo, le guardò la fronte, gli occhi, la bocca, le guance, poi disse: “Io ancora di più: la sto guardando da un mese.” La donna arrossì e non parlò. Finalmente disse: “E perché?”
“Perché è come la vita” rispose l’uomo.”

Goffredo Parise, Sillabari / Donna

Foto: Emil Gataullin

 

 

 

emil gataullin

Forough Farrokhzad

Cade la notte
E dopo la notte, il buio
E dopo il buio
Gli occhi
Le mani
I respiri, i respiri…
E il rumore dell’acqua
Che gocciola dal rubinetto

Dopo due punti rossi
Due sigarette accese
Il tic-tac dell’orologio
Due cuori
E due solitudini.

 

(Forough Farrokhzad )

Foto: Nick Prideaux

 

 

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Maria do Rosário Pedreira

Non dire per cosa vieni.
Lasciami indovinare
dalla polvere dei tuoi capelli
che vento ti ha mandato.
È lontana la … tua casa?
Ti do la mia:
leggo nei tuoi occhi la stanchezza del giorno che ti ha vinto;
e, sul tuo volto, le ombre mi raccontano il resto del viaggio.
Dai,
vieni a dar riposo ai tormenti del cammino
nelle curve del mio corpo
– è una meta senza dolore e senza memoria.
Hai sete?
Avanza dal pomeriggio solo una fetta d’arancia
– mordila nella mia bocca senza chiedere.
No, non dirmi chi sei né per che cosa vieni.
Decido io.

 

(Maria do Rosário Pedreira)

Foto: Maria Krugovaya

 

 

Maria Krugovaya

 

Ghiannis Ritsos

Neanche stanotte la luna piena.
Ne manca una parte.
Il tuo bacio.

Quando mi posavi la mano
sul ginocchio o sulla spalla,
o sul fianco
cambiava posa il mondo.

Ci spogliammo.
Chiudemmo fuori dalla porta
le case, i cani,
i giardini, le statue,
la morte.

Le mie mani ti ricordano
più profondamente della memoria.

Come mi sollevano in alto
i tuoi baci.
Mi perdo.
Tienimi.

Suonano alla porta.
Suona il telefono.
Niente.
Non ci siamo.
Noi due insieme
non ci siamo.
E la pioggia cospiratrice.

Circoli nel mio sangue,
mi riempi il corpo.
Contengo il mondo.

Non avevo da aggiungere
altro verso,
altra parola.
Nel tuo corpo vivevo
tutta la poesia.

Tutta notte
il tuo nome
mi cinguetta in bocca,
mi beve la saliva,
mi beve.
Il tuo nome.

Mi van strette le notti
in tua assenza.
Ti respiro.

Accendo fiammiferi,
mi taglio le unghie,
buco le lenzuola.
Manchi.

Queste minime cose
per noi due
come son grandi.
Tutte.

(Ghiannis Ritsos)

Foto: Edouard Sepulchre

 

 

 

Edouard Sepulchre2